Alta sensibilità: sono una persona altamente sensibile?

Alta sensibilità: sono una persona altamente sensibile?

Vi hanno mai detto di essere troppo sensibili? Vi accorgete di reagire emotivamente anche in risposta ad eventi semplici? Vi sembra di concentrarvi sui dettagli minimi piuttosto che su una visione d’insieme? Spesso vi sentite stanchi, frustrati o sovraccarichi? 

Potreste essere PAS: persone altamente sensibili

Ma chi sono le PAS? Scopriamolo più in dettaglio perchè essere altamente sensibili può essere un dono, una volta che ne è stato individuato il potenziale. 

Alta sensibilità: definizione

L’alta sensibilità o “high sensitivity” è un tratto caratteriale studiato per la prima volta dalla psicologa statunitense Elaine Aron negli anni ’90, mentre questa tematica è emersa in Italia solo da alcuni anni. 

Le persone altamente sensibili (PAS) percepiscono gli stimoli interni ed esterni più profondamente e intensamente degli altri, sperimentando acute risposte fisiche, mentali ed emotive, sono empatiche, intuitive.

Le PAS assorbono tutto: emozioni, vissuti, situazioni, conflitti, convinzioni, giudizi, come fossero spugne. 

Non si tratta di un disturbo, ma di un tratto di personalità genetico ed innato.
Di solito almeno uno dei genitori di un bambino altamente sensibile è anche lui PAS.

Ma il genitore, oltre a trasmettere l’ipersensibilità a livello genetico, trasmette anche il suo atteggiamento nei confronti di questa caratteristica: la accetta nel figlio o la combatte?

Si tratta di una predisposizione biologica, ma anche l’ambiente in cui cresciamo ha la sua rilevanza.

Infatti, l’iper-reazione è collegata alla storia personale, alle carenze emotive e a ciò che si è appreso nel passato (il che include anche traumi emotivi e affettivi). Per esempio se non si è stati apprezzati nel passato, si avrà la tendenza a pensare di non essere valorizzati dagli altri, reagendo in maniera esagerata a banali commenti o critiche.

Alta sensibilità: il cervello

Le persone altamente sensibili hanno un diverso funzionamento del sistema neurologico. 

Infatti le PAS sono coloro che utilizzano principalmente l’emisfero destro del cervello, ossia quello emozionale, sensibile, irrazionale, intuitivo, istintivo, altruista, generoso, interpretativo, creativo, non verbale, globale, universale, artistico, immaginativo, che processa simultaneamente un gran numero di dati, e funziona per associazione di idee.

L’80% della popolazione utilizza in prevalenza, invece, l’emisfero sinistro, ossia quello: lineare, numerico, verbale, analitico, matematico, razionale, sequenziale, logico, organizzativo, cronologico, schematico, autonomo, individualista, che utilizza il pensiero strutturato.

Solo il 20% della popolazione risulta essere altamente sensibile: ecco perchè le PAS si sentono così spesso incomprese e sole e faticano a farsi strada in un mondo in cui i “normosensibili” sono in numero prevalente.

La maggior parte delle persone, se si trovano esposte ad un eccesso di stimoli, attuano strategie di selezione sulla base delle priorità.

Invece, il cervello ipersensibile si impegna a processare tutti gli stimoli contemporaneamente, andando incontro ad un grande dispendio energetico, surriscaldamento ed iperattivazione. 

Un esempio può essere questo: sto leggendo, mentre nell’altra stanza delle persone stanno parlando e magari c’è anche una musica di sottofondo.

Un normosensibile facilmente riuscirà a focalizzarsi sulla lettura, tagliando fuori letteralmente gli altri suoni disturbanti.

Una PAS no: rileggerà più volte la stessa frase perché sta anche sentendo (e per un ipersensibile sentire vuol già dire ascoltare ed elaborare) il dialogo nell’altra stanza e a un livello sottostante sta anche seguendo mentalmente la canzone in sottofondo.

Questo provoca sfinimento, stress, cattivo umore: dipende dal fatto che il cervello di un ipersensibile fa un processamento più profondo di tutte le informazioni.

Inoltre, essendo sempre incentrato su stimoli esterni e sui giudizi altrui, l’ipersensibile finisce per perdere la percezione del proprio corpo e dei propri bisogni: il corpo è percepito solo quando crea fastidi e dolori fisici. In questo modo possono svilupparsi malattie talvolta croniche. 

Non bisogna spaventarsi se i PAS piangono senza un motivo (almeno in apparenza): le lacrime sono un meccanismo fisiologico di scarico, attraverso cui si resettano;

Una pas è caratterizzata da iperattivazione e ipoattivazione:

  • iper-attivazione: è più suscettibile al sovraccarico di stimoli sia interni che esterni. 
    Vengono elaborati tutti gli imput presenti nell’ambiente: suoni, luci, odori, sapori, sensazioni fisiche, in modo simultaneo, senza selezionarli, finendo quindi per sentirci stressati e sfiniti;
  • ipo-attivazione: si verifica quando gli stimoli ambientali scarseggiano: se ci troviamo a corto di sollecitazioni interessanti e/o veloci, ci annoiamo, diventiamo insofferenti e perdiamo la motivazione. 

Alta sensibilità: caratteristiche


l’alta sensibilità viene spesso associata all’essere timidi, introversi, strani e fragili, ma in realtà si tratta di un tratto che può essere valorizzato appieno, limandone i punti più spigolosi. 

Spesso viene detto loro che dovrebbero essere meno sensibili: la sensibilità viene spesso vista come se fosse un difetto.

Le PAS hanno molte caratteristiche positive:

  • hanno ottime capacità di multitasking e problem solving;
  • sono estremamente intuitive e vanno in fondo alle cose per cercare di capirle. Vogliono capire se stesse e il mondo, arrivando anche a mettersi in dubbio;
  • sono molto empatiche e sono anche attente alle reazioni degli altri a qualcosa di negativo.
  • sono molto attente ai dettagli.
  • lavorano bene in team perchè vanno fino in fondo e si adattano.
  • sono più rispettose nei confronti degli altri, attente a non dare fastidio, a non essere d’ostacolo.
  • sono attente ad individuare soprusi ed ingiustizie.

L’alta sensibilità è una dote ma non tutte le PAS la sanno sfruttare al meglio: spesso si sentono incompresi e soli al mondo.

L’alta sensibilità provoca, purtroppo, anche molto stress e frustrazione. Infatti le PAS:

  • sono più turbate degli altri quando si rendono conto di aver commesso un errore o aver fatto la scelta sbagliata;
  • i rumori fastidiosi, luci troppo forti o odori troppo intensi le stressano, e lo stesso vale per un luogo troppo affollato;
  • quando c’è troppa ansia e diventa difficile da gestire, si rifugiano spesso nella solitudine o nel sonno;
  • le critiche fanno molto male, ci vuole tempo per accettarle: non si tratta di permalosità;
  • possono percepire il dolore degli altri come se fosse il proprio e questo può influenzare il loro umore;
  • percepiscono più stimoli, anche negativi: vengono sopraffatte dalla sofferenza, la povertà, le ingiustizie, e il dolore del mondo;
  • piangono più frequentemente: per questo per loro è importante evitare situazioni in cui potrebbero essere imbarazzate o giudicate negativamente nel caso iniziassero a piangere;
    Le PAS piangono spesso perchè le emozioni vengono fuori con rapidità, soprattutto se si sono accumulate. Non bisognerebbe doversi vergognare o sentirsi in imbarazzo per questo, anzi è un segno di forza essere in contatto con le proprie emozioni.

Il giudizio degli altri conta tanto per un ipersensibile, è per questo che ci si mette un po’ ad aprirsi con gli altri.
Spesso si viene quindi scambiati per timidi o riservati.

Le PAS necessitano di un maggiore sforzo mentale se vogliono mantenersi sani a livello psichico ed affermarsi a livello privato e professionale.

Sono costretti a chiarirsi continuamente le idee e a svolgere più lavoro interiore degli altri.
Questo lavoro interiore gli dà un grande vantaggio: l’acquisizione della consapevolezza: una volta raggiunta si ha un’emorme ricchezza interiore.

Ovviamente esistono molte diverse combinazioni di alta sensibilità, ognuna con caratteristiche proprie.

Alta sensibilità vuol dire percepire gli stimoli in numero maggiore e in modo più intenso di altri: non indica che una persona sia forte o debole, introversa o estroversa.
Esistono PAS di ogni genere: ad esempio, non tutte le PAS sono introverse, in quanto il 30% è estroverso.

Molto dipende da come l’individuo riesce a gestirla: a proprio vantaggio o in modo negativo.
Se riescono ad avere consapevolezza saranno molto attente ai propri bisogni e quindi tendono ad essere btavi a prendersi cura di sé.

Quando la consapevolezza manca le loro attenzioni si rivolgono in senso assoluto solo all’esterno, trascurando i propri bisogni e desideri. Questo può portare dolore e sofferenza. Ci sarà un senso di incompiutezza.

Ci si ricorderà di avere un corpo di cui prendersi cura solo quando si sta soffrendo: la sofferenza ha il compito di richiamare l’attenzione verso di sé, su ciò che è stato trascurato. 

Alta sensibilità: come renderla un dono da valorizzare

  • imparando a conoscersi molto bene;
  • imparando ad entrare in contatto con il proprio corpo: senti ciò che avverti a livello fisico e a riconoscilo, chiamandolo per nome;
  • riconoscendo cosa ti fa stare bene e cosa no;
  • stabilendo i tuoi confini: si tratta di apprendere fin dove puoi spingerti e dove possono arrivare gli altri nel rapporto con te. Consiste nel saper dire di no a tutto ciò che ti fa sentire “invaso”;
  • comunicando agli altri le tue esigenze, nel modo più chiaro possibile;
  • comprendendo i tuoi limiti, evitando di lavorare sotto stress e prevenendo il burnout;
  • prevenendo ambienti lavorativi malsani (sfrutta le tue competenze e risorse per migliorare il tuo ambiente di lavoro e le relazioni di chi collabora con te);
  • individuando i tuoi punti di forza, coltivandoli e imparando ad usarli bene;
  • trovando strategie per far fronte alle emozioni troppo intense e concentrandosi sulle risorse positive e su ciò che ti viene facile fare;
  • rispettando te stesso per avere rispetto dagli altri.

Alta sensibilità: chiedere aiuto

la psicologia ha per lungo tempo ignorato l’alta sensibiltà e in parte continua a farlo, e questo impedisce alla PAS di riconoscere la propria natura. Spesso l’alta sensibilità viene confusa con altro, ad esempio depressioni e sindromi ansiose, instabilità emotiva, co-dipendenza, ADHD. 

Sarà importante intraprendere un percorso psicologico innanzitutto per prendere consapevolezza della proprio sensibilità. 

Uno psicologo può aiutarti ad approfondire e conoscere meglio le tue caratteristiche e potenzialità e per trovare il tuo benessere personale.

Un percorso di sostegno psicologico può essere utile per migliorare la relazione con noi stessi e con il mondo, e per imparare a gestire meglio le emozioni, reindirizzando le nostre “reazioni eccessive”.

Un consiglio utile può essere quello di tenere un diario: annotare l’episodio e le principali emozioni provate, il livello e la quantità di energie: si potranno poi condividere le annotazioni con lo psicologo per aumentare la consapevolezza di sé.

Alta sensibilità: consigli pratici

Per richiedere una consulenza psicologica puoi fissare un appuntamento contattandomi al numero 3925434665 o all’indirizzo mail psicologaromamarconi@gmail.com

Intanto ti rimando a dei pratici consigli su come gestire l’alta sensibilità sul lavoro, con gli amici e col partner, e anche su come gestire un partner altamente sensibile.

Trovi questi pratici consigli qui.

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